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Avete mai provato come si vive in una terra che non ti riconosce come parte di essa e che fa di tutto per dimostrarti che sei diversa? Avete mai provato ad interagire con persone che che fanno finta di essere interessate alla tua vita, ma alle quali della tua vita non importa assolutamente niente e che ti prestano quella apparente attenzione soltanto per curiosità o per attingere da te tutto ciò che di vantaggioso riescono a ricavare per se stessi?
Avete mai provato a dialogare con persone che si ritengono sensibili e rispettose ma che in realtà sono completamente disinteressate e passivamente attive? Avete mai provato a cercare instancabilmente un punto comune con qualcuno a cui volete bene e a ritrovarvi invece accusati di essere dei mostri, oltre che accusati di aver pensato, detto e fatto cose che in realtà non avete mai nemmeno sfiorato con il pensiero? Avete mai provato a prendervi cura di un muro pieno di incrostazioni, macchie di umidità e slogan in linea soltanto con uno stile di vita indegno di essere chiamato tale, cercando di restaurarlo coprendolo di carta colorata, disegni allegri e scritte piene di speranza, per poi ritrovarvi invece con le mani sporche di intonaco e muffa.
Già, perchè a vivere ci vuole stile, ci vuole il desiderio di essere migliori, ci vuole la voglia di riuscire a guardare il paesaggio da un’altra prospettiva che ci renda più evoluti, che ci renda più civili, che ci renda più al passo con le esigenze positive dei tempi, e non quell’ottusa convinzione strettamente legata ad un pensiero arretrato e limitato, che ci fa convinti che qualunque cambiamento sia negativo, che qualunque altro punto di vista migliorativo sia sbagliato e che la vita bisognerebbe proseguirla chiusi nel proprio limitato orizzonte senza luce.
Avete mai provato tutto questo, e di conseguenza a volte, percepire la morte come l’unica vera concreta presenza della vostra esistenza,  che brilla ai vostri occhi come definitiva soluzione e conclusione di ogni dolore e delusione? Io si, l’ho provata e la provo tutti i giorni, ma il miracolo è che,  proprio attraverso questa terribile sensazione comprendo quanto la mia vita sia piena di quell’amore che non può che nascere da me stessa.
Isabella Grumo