Il valore degli uomini si constata da come essi gestiscono i propri errori, e non dalla quantità di errori compiuti.
Le persone peggiori sono quelle che non ammettono gli errori altrui, e quando ne riconoscono alcuni propri, fanno di tutto per coprirne le tracce.
Il valore degli uomini si misura attraverso la capacità di perdonare, e mai attraverso il potere di condizionare e manipolare per distruggere chi ha compiuto un errore.
Non è una fede bigotta o una visione ottusa della vita a renderci meritevoli della beatitudine umana, ma la nostra capacità di comprendere, perdonare, dimenticare e metterci in discussione.
Nessuno ha il diritto di giudicare e condannare, nessuno ha il diritto di valutare la nostra condotta morale in nome di un Dio proclamato ma non interiorizzato, e chiunque al contrario non farebbe che perpetrare l’errore più grande che la religione abbia compiuto in nome di Dio, urlando e dichiarando l’eresia altrui, senza riconoscere il baratro nel quale, attimo dopo attimo, precipiterebbe, annegando tra la malvagità e la grettezza.

Isabella Grumo