Sintomi

 La maggior parte delle donne, di fronte a qualsiasi disturbo del seno, pensa subito ad una malattia importante e può quindi essere utile esaminare i sintomi e i disturbi più frequenti che riguardano il seno. Ciò servirà anche ad evitare di allarmarsi inutilmente di fronte a dolori che spesso preoccupano, ma che si rilevano poi del tutto privi di importanza.

Il dolore: è il disturbo in assoluto più frequentemente riferito dalle donne e definito dal medico “mastodinia” .

Per ogni donna è comprensibilmente preoccupante avvertire dolore in una parte del corpo sensibile e delicata come il seno; in genere questi disturbi colpiscono di più le donne giovani che non hanno ancora avuto gravidanze.

Si può manifestare con fitte o dolori ad una o entrambe le mammelle; inizia qualche giorno prima del ciclo mestruale o come senso di tensione  o come indurimento del seno che si gonfia e da l’impressione di essere più pesante del solito. Può essere ciclico, cioè collegato a determinate fasi del ciclo mestruale, o saltuario, cioè apparentemente non legato al ciclo e anche comparire per esempio solo di notte. In tutte queste situazioni si tratta nella maggior parte dei casi di un inconveniente fastidioso ma del tutto naturale legato al  normale andamento dei cicli dell’organismo.

L’infiammazione (mastite):  più raramente e quasi esclusivamente nel periodo dell’allattamento un leggero indolenzimento associato a gonfiore ed arrossamento di una zona circoscritta del seno che si estende successivamente all’intera mammella può corrispondere ad una mastite, cioè un’infiammazione della mammella provocata da batteri. Questi si moltiplicano e si diffondono nel siero all’interno dei dotti galattofori (i canali attraverso cui esce il latte che sboccano sul capezzolo) .

E’ una situazione che può essere agevolmente riconosciuta e trattata dal medico di famiglia con una terapia antinfiammatoria e/o antibiotica.

La secrezione dal capezzolo: può accadere, anche al di fuori dei periodi di gravidanza e di allattamento, che compaiano delle secrezioni di liquido più o meno denso dal capezzolo. Il liquido che fuoriesce può essere di vario colorito, dal bianco al giallo al verde al bruno al rosso ematico e la secrezione può essere associata o meno a dolore; spesso sono perdite del tutto naturali e quindi prive di importanza ma sempre meritevoli comunque di un controllo medico per valutare l’opportunità di ulteriori accertamenti. Vanno considerate con particolare attenzione le secrezioni ematiche.

Il nodulo:  al tatto si presentano come palline più o meno dure, di dimensioni variabili. Spesso è la stessa donna che li scopre e, dopo il dolore, rappresentano la causa più frequente di ricorso ad uno specialista. La mano della donna normalmente riesce ad avvertire solo quelli più grossi, del diametro di almeno 1-2 centimetri, mentre la mano del medico esperto riesce ad individuare anche quelli  di misura inferiore. I nodi più piccoli comunque non possono essere sentiti con la sola palpazione ed è sempre necessaria  un’ecografia  per individuare la loro posizione e le loro dimensioni; i nodi microscopici infine possono essere visti solo con la mammografia.

In ogni caso se si avverte un nodulo è indispensabile rivolgersi ad un medico perché anche se il più delle volte sono benigni  è compito dello specialista accertarne la natura.