E’ inutile pensare l’inferno altrove.
Esso è già qui. E’ nella coscienza dell’ego ottenebrato.
E’ nella crudeltà, nella miseria, nell’odio, nella cattiveria, nella falsità, nella stupidità, nell’avidità…
Per cui pensarlo nel divenire è senza senso. Noi quando siamo persi nei labirinti della follia vendicativa, nella competizione idiota, nella violenza gratuita siamo già dimorando in esso. Quando siamo posseduti dall’avidità, dalla calunnia, dalla perversione stiamo sguazzando nelle piazze del suo impero.
L’inferno è una condizione della Coscienza che poi si traduce nella realtà fisica ed emozionale.
Ci sono gironi infernali all’interno di noi stessi che percorriamo ogni qualvolta diventiamo adirati, gelosi o invidiosi…
Con queste condizioni psicologiche siamo destinati ad incontrare altri dannati temporanei nello stesso stato.
Le fiamme di queste negatività quando interagiscono non possono che divampare.
Dunque il castigo non è ipotetico, in un divenire post mortem, ma è il terreno stesso nel quale ci muoviamo nel momento stesso in cui abbiamo smarrito noi stessi, in cui siamo profondamente squilibrati nel senso essenziale.

Lo spauracchio sventolato come deterrente di un inferno in cui si dovranno espiare colpe e peccati per me è  metaforico. Quel tempo è soltanto una proiezione delle nostre paure e senso di colpa che domina la nostra mente.
Le colpe ed i ‘peccati’ si scontano già qui ed ora nella coscienza sempre più lontana dalla pace, dalla gioia e serenità che sarebbero possibili, solo che noi avessimo scelto la strada opposta a quella che, invece, ci ha condotto o può condurci negli stati infernali del tormento e angoscia mentale.
Quella che, a mio avviso, è la notizia consolatoria e di estremo aiuto è che niente è irreversibile. Che è possibile pure un cammino a ritroso che può ricondurci alla Casa lasciata e poi perduta, sede eterna di ogni beatitudine.
Si tratta di fare un viaggio di risalita alla Sorgente dell’Essere, della nostra autentica natura. Perchè tanto più ci allontaniamo da essa tanto più ci caliamo nel nostro inferno personale e contribuiamo all’espansione dell’inferno collettivo.