L’essere umano percepisce se stesso, i suoi pensieri e sentimenti come qualcosa di separato dal resto, una specie di illusione ottica della sua coscienza. questo inganno è per noi una sorta di prigione, che ci limita ai nostri desideri personali e all’affetto per le poche persone che ci sono vicine. Il nostro compito deve essere liberarci da questa prigione ampliando l’ambito della comprensione e della compassione per abbracciare tutte le creature viventi e l’intera natura nella sua bellezza.

[Albert Eistein]

Se nella vita riuscissimo a comprendere anche minimamente la fondamentale importanza di applicare  la compassione nei nostri gesti e pensieri quotidiani, ci accorgeremmo che ogni aspetto della vita, anche il più banale, ci renderebbe la dovuta felicità.
Questo anche con la consapevolezza che al principio occore pazienza , tenacia e voglia di continuare a migliorare pur incontrando notevoli difficoltà.
E nonostante tutto questo in principio possa sembrare alquanto  assurdo , visto il contesto “viziato” nel quale siamo immersi, sicuramente accadrebbe poi che la fatica e la tenacia  iniziale si trasformerebbero in una necessità successiva.
Ma noi siamo l’espressione concreta della società a cui apparteniamo, ognuno di noi ne è un frammento ed è  responsabile del mondo e del modo in cui  viviamo, quindi se, paradossalmente, ognuno di noi imparasse a vivere coltivando la tolleranza e lo spirito di compassione, la società diventerebbe la culla della serenità interiore.

Isabella Grumo