AVVERTENZA
E’ importante tenere presente che i seguenti chiarimenti descrivono in maniera succinta la malattia, la diagnosi e la terapia dei tumori cerebrali e che la stessa dicitura di “tumori cerebrali” è una terminologia generica che abbraccia varie patologie con effetti diversi.

CHE COS’è IL CANCRO

Gli organi e i tessuti che formano il nostro corpo sono costituiti da tantissimi mattoncini che prendono il nome di cellule. Il cancro è una malattia delle cellule. Benché le cellule che costituiscono le varie parti dell’organismo abbiano aspetto diverso e funzionino anche in modo diverso, la maggior parte si riparano e si riproducono nello stesso modo. Di norma, la divisione delle cellule avviene in maniera ordinata e controllata, ma se, per un qualsiasi motivo, questo processo impazzisce, le cellule continueranno comunque a dividersi, formando un agglomerato che si definisce TUMORE.
I tumori possono essere benigni o maligni.

DIFFERENZA TRA CELLULE NORMALI E CELLULE TUMORALI
Per quanto riguarda il tumore benigno, le cellule di cui questi tumori sono costituiti non hanno la capacità di diffondersi ad altre parti dell’organismo, ma se continuano a crescere nel sito originale, possono raggiungere dimensioni considerevoli e diventare un problema per la compressione che esercitano sugli organi o sulle strutture adiacenti.

Invece, il tumore maligno è costituito da cellule che, in assenza di un trattamento opportuno, hanno la capacità di invadere e distruggere i tessuti circostanti e di diffondersi a distanza, al di là della sede di insorgenza del tumore primitivo. A volte le cellule migrano dalla sede della lesione primitiva e si diffondono ad altri organi attraverso il circolo ematico o il sistema linfatico. Quando raggiungono un nuovo sito, le cellule possono continuare a dividersi, dando così origine ad un nuovo tumore, che si definisce ‘secondario’ o ‘metastatico’.

CAUSE
In genere la causa di un tumore rimane ignota.
La struttura genetica di una cellula può subire delle variazioni, apparentemente «per caso» ma anche per il naturale processo d’invecchiamento o per cause esterne (sostanze nocive, stile di vita, alimentazione, radiazioni, virus ecc.) ed anche – sebbene più raramente – a causa di fattori ereditari.

IL RISCHIO DI CANCRO
Si può ridurre il rischio di alcuni tumori con uno stile di vita sano, rinunciando per esempio al fumo, alimentandosi in modo equilibrato, praticando regolarmente attività fisica. Per altri tumori invece non si sa come ridurre il rischio. Non si può prevedere se una persona si ammalerà di cancro. Possono esserne colpiti l’ottimista e il pessimista, chi fa vita sana e chi trascura la propria salute. Una garanzia contro il cancro non esiste. In alcune famiglie si osserva una maggiore incidenza di certi tipi di cancro.

IL SISTEMA NERVOSO
Il sistema nervoso è costituito dal cervello, dal midollo spinale e dai nervi.
Il cervello capta attraverso i nervi i segnali provenienti da tutto il corpo. Questi segnali trasmettono informazioni,per es. sul dolore. Il cervello reagisce analizzando i segnali e trasmettendo una risposta. Il sistema nervoso è costituito da «centri di comando» che elaborano le informazioni, e da vie nervose che trasmettono le informazioni dall’organismo ai centri e viceversa. Il sistema nervoso è paragonabile a una centrale telefonica: attraverso i cavi giungono e partono informazioni. Il sistema nervoso centrale costituisce il centro di comando, mentre il  sistema nervoso periferico corrisponde ai cavi.

IL SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
Il SNC è costituito dal cervello e dal suo naturale prolungamento, il midollo spinale, racchiuso nella nostra colonna vertebrale. La colonna vertebrale e il cranio rappresentano per così dire l’armatura di protezione del sistema nervoso centrale. Il cervello e il midollo spinale sono rivestiti dalle tre meningi tra le quali circola il liquido cerebrospinale.

IL SISTEMA NERVOSO PERIFERICO (SNP)
Il sistema nervoso periferico comprende, da un lato, i nervi che ricevono informazioni dall’ambiente esterno e le trasmettono al cervello; dall’altro, i nervi che trasmettono gli ordini del cervello a tutto l’organismo. I nervi facciali sono gli unici a essere direttamente collegati al cervello. Tutti gli altri nervi passano per il midollo spinale.

IL CERVELLO
Insieme al midollo spinale, costituisce il sistema nervoso centrale (SNC), il centro del controllo nervoso di tutte le funzioni del nostro organismo.


Attorno al cervello e all’interno delle cavità (ventricoli) che lo compongono scorre il liquor cerebrospinale, che ha una funzione protettiva, permettendo al cervello e midollo spinale di “galleggiare” nelle strutture ossee rigide.

Il cervello e il midollo spinale sono separati dalla scatola cranica da tre membrane connettivali che si chiamano meningi: la più esterna è la dura madre, quella più profonda è la pia madre, mentre lo strato intermedio è costituito dall’aracnoide. Queste ultime due membrane sono separate a loro volta dallo spazio subaracnoideo, all’interno del quale scorre il liquor cerebrospinale. Le membrane meningee avvolgono e proteggono il SNC.

TIPOLOGIA DI CELLULE CEREBRALI
Il cervello è costituito da tessuto composto di cellule nervose dette neuroni, presenti in numero elevatissimo – circa a 40 miliardi. Il cervello ha già quasi tutti i neuroni fin dalla nascita, perché queste cellule, a differenza di quelle di altri organi, non si rinnovano, anzi, andando avanti con gli anni, si perdono progressivamente, per cui il loro numero diminuisce nel corso della vita.

I neuroni comunicano tra loro e con altre parti del corpo scambiandosi dei messaggi, gli impulsi nervosi, che viaggiano attraverso un sistema di vie nervose con speciali ‘interruttori’ dette sinapsi. Gli impulsi nervosi sono simili a correnti elettriche che possono essere accese o spente. L’altro elemento costitutivo del cervello, oltre ai neuroni, è un tessuto di sostegno definito glia composto dalle cellule gliali, le quali si distinguono in astrociti, oligodendrociti e cellule ependimali. La glia ha una funzione soprattutto di sostegno e nutrizione dei neuroni.

LE STRUTTURE FONDAMENTALI
Le parti principali del cervello sono:

Il cervello vero e proprio (proencefalo)
Il cervelletto
Il tronco encefalico

Il CERVELLO O PROENCEFALO occupa quasi tutta la scatola cranica e controlla tutte le funzioni mentali superiori, quali il pensiero e la memoria. È formato da due emisferi, destro e sinistro, di cui l’uno controlla la parte sinistra del corpo, l’altro quella destra
Ogni emisfero cerebrale è diviso in quattro lobi:
frontale, parietale, temporale e occipitale.
Ognuno dei quali è preposto al controllo di specifiche funzioni.

Il CERVELLETTO corrisponde alla porzione posteriore dell’encefalo e sovrintende all’equilibrio e alla coordinazione dei movimenti, che l’organismo esegue a livello di subconscio, ossia automaticamente, senza possibilità di controllo da parte dell’individuo.

Il TRONCO ENECEFALICO è la porzione più bassa del cervello. Congiunge gli emisferi cerebrali al midollo spinale ed è preposto al controllo di alcune funzioni fondamentali per la sopravvivenza (pressione sanguigna, respiro, battito cardiaco, movimenti oculari e deglutizione).


I VARI TIPI DI TUMORI CEREBRALI
I tumori cerebrali hanno di solito un nome diverso in funzione del tipo di cellula cerebrale che contengono o del sito da cui originano. Riportiamo di seguito solo un elenco schematico dei principali tipi di tumori cerebrali maligni e benigni,.
Il medico che vi ha in cura è, in ogni caso, la persona più indicata per rispondere ad eventuali domande sul tipo e sulla localizzazione del tumore diagnosticato.

GLIOMI
Rappresentano oltre la metà dei tumori cerebrali primitivi. Si sviluppano dalle cellule gliali, le cellule di supporto del cervello. Hanno un nome diverso a seconda del tipo di cellule da cui originano o della localizzazione:
GLIOMA MISTOcostituito da una popolazione mista di cellule gliali; il tipo più frequente è l’oligoastrocitoma.
ASTROCITOMA: origina dagli astrociti, cellule a forma di stella. È il glioma più diffuso.
OLIGODENDROGLIOMA:
origina dagli oligodendrociti, le cellule cerebrali che producono la guaina di mielina che riveste le fibre nervose.
EPENDIMOMA: origina dalle cellule ependimali, che rivestono i ventricoli del cervello e il canale centrale del midollo spinale.

MENINGIOMA
Origina dalle meningi, le membrane che avvolgono e proteggono il cervello. Di solito cresce molto lentamente. Nella maggior parte dei casi è di natura benigna e non diffonde dalla sede primitiva.
Le meningi sono tre strati di tessuto che circondano il cervello ed il midollo spinale proteggendoli.

I meningiomi, crescendo lentamente, si manifestano con una sintomatologia clinica diversi anni dopo l’insorgenza.
I sintomi variano a seconda della sede e delle dimensioni del tumore. Essi si manifestano con cefalea e crisi epilettiche. La perdita di forza agli arti e la perdita di sensibilità rappresentano spesso i sintomi di esordio dei meningiomi spinali.
I meningiomi sono spesso classificati in base alla loro sede.

MENINGIOMI DELLA CONVESSITà:  crescono sulla superficie cerebrale, possono non produrre sintomi fino a quando non raggiungono grandi dimensioni.  I sintomi dei meningiomi della convessità sono epilessia, cefalea e deficit neurologici.

MENINGIOMI PARASAGITTALI E DELLA FALCE: originano da una plica durale chiamata falce che divide gli emisferi cerebrali. La falce contiene al suo interno due grossi vasi (il seno sagittale superiore ed inferiore). Per tale motivo la rimozione dei meningiomi della falce e parasagittali senza recar danno a tali vasi a volte può essere molto difficoltosa. Un grosso meningioma parasagittale può provocare perdita di forza ad entrambi gli arti inferiori.

MENINGIOMI DELLE DOCCE OLFATTORIE:  crescono lungo i nervi olfattori che si trovano tra la base del cervello ed il tetto delle cavità nasali.Tali tumori crescendo possono causare perdita dell’olfatto.
Aumentando ancora di dimensioni possono comprimere i nervi ottici ed il chiasma causando disturbi visivi come perdita della visione di alcune parti del campo visivo fino alla cecità.

MENINGIOMI SFENOIDALI: originano dalla cresta sfenoidale che si trova vicino alle orbite. Questi tumori possono causare disturbi visivi, perdita di sensibilità del volto ed intorpidimento facciale. Tali meningiomi in questa sede possono inglobare al loro interno grossi vasi sanguigni ( come il seno cavernoso e le arterie carotidi) rendendo difficile o impossibile la loro completa asportazione.

MENINGIOMI DELLA FOSSA CRANICA POSTERIORE: crescono alla base del cervello vicino al tronco encefalico ed al cervelletto. Questi tumori possono comprimere i nervi cranici causando sintomi facciali e perdita dell’udito. I meningiomi petroclivali possono comprimere il nervo trigemino causando dolori al volto (nevralgia trigeminale) o spasmo dei muscoli facciali. I meningiomi del forame magno che crescono vicino all’area dove il midollo spinale si connette al cervello causano cefalea, o altri segni da compressione del tronco encefalico come ad esempio problemi nella deambulazione.

MENINGIOMI INTRAVENTRICOLARI crescono all’interno dei ventricoli cerebrali nel liquido cefalo rachidiano. Tali meningiomi possono causare il blocco della circolazione liquorale che causa aumento della pressione intracranica con  cefalea e sindrome vertiginosa.

MEDULLOBLASTOMA
Ha origine nel cervelletto,  ma può diffondersi ad altre aree dell’encefalo. È uno dei tumori maligni più frequenti nei bambini.

LINFOMA
Il linfoma, un tumore maligno del sistema linfatico, raramente è localizzato al cervello soltanto; in questo caso, si parla di linfoma primitivo del SNC.

TUMORI DELLA GHIANDOLA PINEALE
Si sviluppano nella ghiandola pineale (o epifisi), situata al di sotto dell’area in cui si uniscono i due emisferi cerebrali. Sono estremamente rari.

NEURINOMA DEL NERVO ACUSTICO
È un tumore benigno del nervo acustico, o uditivo, che controlla l’udito. Origina dalle cellule di Schwann, che ricoprono le fibre nervose, dalle quali deriva il nome di schwannoma. Si riscontra solo nell’adulto e più frequentemente nei soggetti affetti da neurofibromatosi di tipo 2, una malattia genetica.

TUMORI DELL’IPOFISI
L’ipofisi è la ghiandola che produce gli ormoni che controllano e regolano la produzione ormonale di altre ghiandole del nostro organismo. I tumori di questa ghiandola danno sintomi che si manifestano spesso sotto forma di disturbi della visione o sono legati ad alterazione dei livelli ormonali. Sono molto frequenti.

TUMORI SPINALI
I tumori del midollo spinale comprimono i nervi spinali o distorcono il midollo spinale e, pertanto, si manifestano spesso con sintomi quali intorpidimento, formicolio, debolezza muscolare agli arti e dolore localizzato alla schiena, al collo e agli arti. Talvolta la localizzazione del tumore nella parte bassa del midollo spinale può determinare la perdita del controllo degli sfinteri, ossia della funzione della vescica e dell’intestino.

METASTASI
Con questo termine si designano formazioni secondarie maligne di un tumore (per es. colon, seno, rene, pelle) in un altro organo (per es. polmoni, cervello, ossa). Le cellule cancerose di un organo migrano nel cervello di solito attraverso le vie sanguigne. Le metastasi cerebrali non sono dunque costituite da cellule cerebrali, ma dalle cellule dell’organo colpito dal tumore primario. Sono denominati anche tumori cerebrali secondari. Talvolta questi tumori secondari sono i primi indizi di un’affezione tumorale maligna non ancora diagnosticata. Il 30–40 percento dei tumori presenti nella scatola cranica (tumori intracranici) è costituito da metastasi.


SINTOMI DEL TUMORE CEREBRALE

Le manifestazioni di un tumore cerebrale dipendono soprattutto dalla sua localizzazione e dalle dimensioni della massa: poiché ogni zona è responsabile di una funzione specifica, infatti, sarà quella stessa funzione a essere più o meno compromessa, con una grande varietà di sintomi.

Le neoplasie del lobo frontale sono caratterizzate da una grande debolezza e incapacità di muovere una parte del corpo, disturbi dell’umore e confusione.

I tumori del lobo parietale, invece, si manifestano genericamente con convulsioni, paralisi, impossibilità a compiere movimenti complessi come lo scrivere o il tenere in mano un oggetto.

Quelli che partono dal lobo occipitale provocano disturbi visivi fino alla cecità, allucinazioni e convulsioni.

Le neoplasie che interessano il lobo temporale si manifestano con disturbi dell’equilibrio e del senso dello spazio, incapacità a comprendere e svolgere comandi molto semplici, convulsioni e impossibilità di parlare.

Se il tumore colpisce il cervelletto, il malato ha molte difficoltà a mantenere l’equilibrio e a coordinare i movimenti, soffre di forti cefalee, nausea e vomito.

I tumori dell’ipotalamo provocano disturbi emotivi e della percezione del freddo e del caldo; se il malato è un bambino ritardano la crescita e interferiscono con l’appetito e la nutrizione.

In generale, e con l’eccezione delle malattie del cervelletto, se una neoplasia colpisce una parte del cervello (per esempio la sinistra) il sintomo si manifesta nella parte opposta (la destra): questo è dovuto al fatto che ogni emisfero cerebrale governa la parte controlaterale del corpo.

Infine, via via che il tumore cresce invade i tessuti circostanti, ma nel cervello lo spazio a disposizione è molto ridotto, e si ha presto la formazione di liquido che comprime le parti ossee, generando forti mal di testa che non passano con i farmaci analgesici quali gli antinfiammatori. Il mal di testa intrattabile è quindi uno dei sintomi più comuni, insieme alle crisi epilettiche, dovute all’effetto irritante della massa tumorale.

ESAMI DIAGNOSTICI PER IMMAGINI
Con questi metodi d’esame è possibile accertare o escludere la presenza di un tumore cerebrale. È altresì possibile riconoscere le dimensioni e la diffusione di un eventuale tumore e le strutture interessate.


TOMOGRAFIA ASSIALE COMPUTERIZZATA (TAC)
Si tratta di uno speciale esame ai raggi X con cui si ottengono immagini radiologiche per strati di aree specifiche dell’organismo. Ciò è possibile in quanto – semplificando un po’ – l’apparecchiatura ruota a spirale intorno al paziente (TAC spirale) e produce segnali diversi a seconda del tessuto e della struttura irradiati o della prospettiva.
I segnali sono poi «elaborati» dal computer che crea immagini di sezioni trasverse o anche immagini tridimensionali.

RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE (RMN)
Con questo metodo è possibile ottenere i dati delle strutture organiche creando un forte campo magnetico attorno a esse e irradiandole con onde di frequenza radio. Il computer converte quindi i dati in immagini di grande precisione. Il paziente non è esposto all’azione di radiazioni nocive.
Si ricorre alla TAC e alla RMN non solo per la diagnosi, ma anche per l’esatta programmazione di un’operazione o della radioterapia stereotassica .

RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE FUNZIONALE
Con la fRMN si localizzano regioni cerebrali che svolgono un ruolo importante per certe funzioni, per esempio per i movimenti, il linguaggio o la memoria. Il paziente riceve determinate istruzioni. Il comportamento del paziente attiverà le corrispondenti aree cerebrali e si potranno localizzare eventuali focolai anomali.

ANGIOGRAFIA
Questo esame permette l’analisi radiologica dell’irrorazione sanguigna del cervello. In anestesia locale e sotto controllo radiologico si introduce un catetere, solitamente nell’aorta femorale a livello dell’inguine, sospingendolo cautamente fino all’arteria del collo. Si inietta quindi un mezzo di contrasto.

PET o TOMOGRAFIA AD EMISSIONE DI POSITRONI
Le tecnologie tradizionali (TAC e RMN) creano solo immagini anatomiche. Con la PET si possono per contro visualizzare anche i processi metabolici e accertare se questi processi sono eventualmente alterati a causa di un tumore.

BIOPSIA
Per biopsia s’intende il prelievo di una parte di tessuto che viene successivamente esaminata al microscopio. È un metodo indispensabile per una diagnosi sicura. Fornisce informazioni precise sul tipo e sul grado del tumore ed è altresì importante per la scelta della terapia.

Si distinguono due tipi di biopsia:
Biopsia aperta con apertura del cranio in anestesia generale;
Biopsia cerebrale stereotassica attraverso un piccolo foro praticato nel cranio (trapanazione craniale) si introduce uno speciale ago nel tumore, localizzato con precisione grazie ai metodi tecnico-medici per immagini.

 

 

LA TERAPIA DEI TUMORI CERBRALI
La scelta della terapia dipende essenzialmente dai seguenti fattori:

-dalla localizzazione del tumore
-dal tipo di tumore
-dalla classificazione e dal grado (anaplasia) del tumore
-dai disturbi provocati dal tumore
-dall’età e dallo stato generale di salute del  paziente

Gli obiettivi variano a seconda del tipo e dello stadio del tumore.

CURATIVO
La terapia ha per obiettivo la guarigione.Nei tumori cerebrali le maggiori possibilità di guarigione sussistono quando è possibile asportare o eliminare completamente il tumore.
PALLIATIVO

(dal latino palliare = avvolgere, ammantare) Se il tumore non può essere asportato completamente per le sue dimensioni o la sua localizzazione, in genere la guarigione non è più possibile. In questo caso si può spesso rallentare l’evoluzione della malattia con diverse misure mediche che mireranno ad assicurare la migliore qualità di vita possibile. Inoltre potranno essere adottate varie misure mediche, infermieristiche, psicologiche e spirituali per attenuare disturbi come i dolori o l’ansia.

ADIUVANTE (dal latino adiuvare = sostenere) Si definiscono adiuvanti le terapie postoperatorie che hanno per scopo l’eliminazione di eventuali cellule cancerose residue e la riduzione del rischio di recidiva (ricomparsa del tumore) e di metastasi.
NEOADIUVANTE-PREOPERATORIO
Con questo termine si designano le cure che precedono l’operazione, applicate per ridurre il volume del tumore. Il successivo intervento risulterà così meno invasivo

EFFETTI COLLATERALI EVENTUALI
L’insorgenza e la severità degli effetti indesiderati varia da individuo a individuo. Alcuni effetti indesiderati possono manifestarsi durante il trattamento e scomparire in seguito spontaneamente, mentre altri si manifesteranno solo successivamente, a conclusione della terapia. Gran parte degli effetti indesiderati scompare nel corso di giorni, settimane o mesi. Soprattutto in uno stadio avanzato della malattia conviene ponderare attentamente le probabilità di successo della terapia e gli effetti indesiderati connessi.

CURE
Dopo aver analizzato la localizzazione, la diffusione e il grado del tumore il neurochirurgo deciderà quale terapia sia più adatta al suo caso. Spesso l’asportazione chirurgica del tumore è la soluzione migliore. L’intervento può essere completato da irradiazioni e/o cure medicamentose.

CHIRURGIA
La neurochirurgia è specializzata nella diagnosi e nella terapia chirurgica di malattie del sistema nervoso centrale (cervello, midollo spinale, nervi) e delle strutture circostanti (cranio e colonna vertebrale). La scelta dell’operazione dipenderà nel suo caso dalla posizione, dalla diffusione e dalla malignità del tumore.
L’intervento chirurgico è il metodo di cura dei tumori cerebrali più applicato, sia per i tumori degli adulti sia per quelli infantili.

Di norma la resezione (asportazione chirurgica del tessuto tumorale) richiede l’apertura della scatola cranica. In alternativa all’operazione si può ricorrere in determinati casi alla cosiddetta radiochirurgia, una tecnica d’irradiazione altamente specifica. Dopo l’operazione si applicano in genere la radio e/o la chemioterapia.

RESEZIONE COMPLETA
Alcuni tumori possono essere asportati interamente (resezione completa). Per quanto possibile, la resezione completa è l’obiettivo perseguito per tutti i tumori benigni e maligni.

RESEZIONE PARZIALE
Se il tumore è situato in profondità o se si è infiltrato nel tessuto cerebrale la resezione completa non sarà più possibile. In questo caso si asporterà la maggiore porzione di tessuto tumorale possibile (resezione parziale). La riduzione del tumore permette di diminuire la tensione endocranica e di attenuare i sintomi. La resezione parziale viene solitamente completata da una terapia radiante.

CRANIOTOMIA
Con questo termine si designa l’apertura chirurgica della scatola cranica. Si leva una piccola porzione della volta cranica per rendere accessibile la regione del cervello da operare. Dopo l’asportazione del tumore il frammento può essere ricollocato al suo posto (o eventualmente sostituito da una placchetta di metallo o di materiale sintetico). Spesso il cervello è però sufficientemente protetto dalla meninge e dalla pelle esterna.

STEREOTASSI
La stereotassi (dal greco stereós = spaziale, tássein = ordinare) è un sistema per la precisa localizzazione e delimitazione del tumore. A dipendenza della situazione si fissa alla testa del paziente un cosiddetto casco stereotassico.
In questo modo è possibile fissare la testa ed evitare i movimenti con l’aiuto di metodi diagnostici per immagini si possono determinare la posizione, la dimensione e la forma del tumore in modo tridimensionale.
Ciò consente un preciso prelievo di tessuto come pure di calcolare ed eseguire esattamente la radiazione stereo tattica.

RADIOTERAPIA
La radioterapia consiste nell’utilizzo di raggi o particelle ad alta energia per distruggere o ridurre i tumori. Vi si ricorre spesso per il trattamento di tumori cerebrali maligni e talvolta anche di quelli benigni. La radioterapia completa l’intervento chirurgico allo scopo di ridurre il rischio di recidiva (ricomparsa del tumore).
La radioterapia può però costituire anche la sola terapia se il tumore è situato in una regione delicata del cervello o non è accessibile.
A seconda del caso si applica inoltre anche la chemioterapia (radio chemioterapia combinata). Si mira a un’irradiazione efficace del tumore che leda il meno possibile il tessuto sano circostante.
Per far sì che i raggi colpiscano con precisione l’obiettivo, è necessaria una pianificazione tridimensionale e assistita dal computer dell’irradiazione.
La regione da irradiare deve essere calcolata e visualizzata con precisione millimetrica. In base a vari criteri si decide se la dose totale di raggi debba essere applicata in più sedute (frazioni) o applicata in una sola volta.


RADIOCHIRURGIA STEREOTASSICA E RADIOTERAPIA
La radiochirurgia stereotassica viene applicata in sostituzione di un intervento chirurgico.
Si tratta di un’irradiazione singola e altamente dosata dell’area tumorale, che viene localizzata e delimitata con la massima precisione grazie alla stereotassi.
Il sistema radiochirurgico è detto anche Gamma Knife, anche se non viene utilizzato un coltello (= knife). In misura crescente si ricorre anche a un altro sistema, denominato CyberKnife. Se la dose dei raggi è suddivisa su due o tre frazioni (sedute di irradiazione), si parla di radioterapia stereotassica.
Il tumore è irradiato da numerose direzioni: il sistema si adegua costantemente alla forma e alle dimensioni del tumore. In questo modo la dose di raggi è concentrata sul tumore con alta precisione e il tessuto sano circostante è risparmiato al massimo.
Questa terapia è indicata principalmente per piccoli focolai tumorali (fino a di 3 cm di diametro), in particolare se risultano inoperabili essendo profondi o in zone funzionali delicate (per es. nelle aree cerebrali responsabili dei movimenti, del linguaggio ecc.).

CHEMIOTERAPIA
La nobiltà e l’assenza di potenziale rigenerativo delle cellule nervose rappresentano un limite importante per l’attuazione di trattamenti curativi da parte del neurochirurgo, del radioterapista e dell’oncologo medico: ogni tipo di trattamento va personalizzato sul singolo paziente, cercando di ottenere il massimo beneficio con il minimo danno. La terapia medica di questi tumori è altamente peculiare in quanto vengono utilizzati farmaci diversi rispetto alle altre neoplasie, a causa del diverso spettro di chemiosensibilità delle cellule tumorali gliali e della presenza della barriera emato-encefalica che limita la diffusione della maggior parte dei chemioterapici nel tessuto nervoso.

LE TEMOZOLOMIDE
Per quanto riguarda i nuovi farmaci, sono stati fatti notevoli passi avanti con la temozolomide, chemioterapico a somministrazione orale caratterizzato da un’ottima tollerabilità clinica senza nausea e perdita di capelli, problemi particolarmente sentiti da tutti i pazienti che devono fare la chemioterapia. Vari studi hanno dimostrato che la temozolomide è attiva quanto i farmaci tradizionali, ma che li supera in tollerabilità clinica, per cui attualmente è diventata la terapia standard per i pazienti con tumore cerebrale. Un recente studio ha confermato l’ottima tollerabilità del farmaco anche negli anziani, che fino a poco tempo fa venivano esclusi da qualsiasi tipo di trattamento. Molte persone anziane, in buone condizioni generali, hanno infatti mostrato di tollerare quanto i giovani sia la radioterapia che la chemioterapia con temozolomide.

FARMACI ALTERNATIVI
Nuovi e promettenti farmaci sono in fase di sperimentazione nei pazienti con tumori cerebrali, come l’irinotecan, il gefitinib, l’erlotinib), e tutta una serie di nuovi prodotti che agiscono bloccando la formazione dei vasi sanguigni, togliendo quindi l’ossigeno al tumore, i cosiddetti farmaci antiangiogenetici.

FREQUENTI EFFETTI INDESIDERATI
-nausea
-stanchezza
-diarrea
-caduta dei capelli
-problemi cutanei, infiammazione delle mucose.

LA TERAPIA DEL DOLORE
In caso di tumori cerebrali in stadio avanzato possono manifestarsi dolori che, se non curati, risultano molto gravosi per la paziente. E’ dunque importante comunicare i suoi disturbi al personale curante e non sopportarli in silenzio.
I dolori non curati debilitano e deprimono inutilmente la paziente sottraendole preziose energie.
Conviene perciò approfittare delle moderne terapie del dolore.
I dolori tumorali possono sempre essere attenuati e in molti casi completamente eliminati con i farmaci o altre misure mediche.


Esistono analgesici che contengono quali principi attivi l’acido acetilsalicilico (Aspirina®, Alcacyl®) e il paracetamolo (Panadol®, Dafalgan®). Altri analgesici sono gli antinfiammatori non steroidei (Brufen®, Ponstan®).
Questi farmaci danno davvero scacco al dolore se sono assunti come prescritto. In molti casi si deve però ricorrere a farmaci più forti, in genere agli oppiacei. Oggi sono disponibili oppiacei ben tollerati il cui effetto si protrae per dodici ore. L’effetto dei cerotti può durare persino tre giorni.



 

ASCOLTARSI
Riservi tutto il tempo necessario per progettare in modo consapevole una nuova prospettiva di vita. Il ritorno alla vita quotidiana può avvenire in maniera graduale, in sintonia con il carico che è in grado di sopportare. Cerchi di scoprire quali aspetti potrebbero contribuire a migliorare la sua qualità di vita.

A volte basta porsi semplici domande come:
-Qual è il mio vero problema?
-Cosa mi occorre?
-Come potrei ottenere ciò che desidero?
-Chi potrebbe darmi una mano?

NON ISOLARSI
Proprio come le persone sane affrontano in maniera diversa le questioni esistenziali, anche una situazione di malattia è vissuta in modo differente da ogni individuo.
La gamma delle reazioni va da un «Andrà tutto bene!» o «Speriamo che vada tutto bene!» a «Di certo andrà tutto storto!» o «È finita, non c’è più speranza!».
Sentimenti di paura sono strettamente legati a ogni malattia tumorale, indipendentemente dalle probabilità di guarigione.
Alcuni non vogliono parlare della propria situazione, altri lo desiderano, ma non osano affrontare l’argomento. Altri ancora sono delusi se le persone che li circondano fanno finta di niente.
Tuttavia non esistono ricette generiche. Ciò che può aiutare una persona può non significare nulla per un’altra o viceversa.

ASSISTENZA
Se persistono stati di ansia o di inquietudine e lei non sa più come farvi fronte non esiti a richiedere un’adeguata assistenza specialistica. Parli con un medico della struttura che la sta seguendo o con il medico di famiglia. Le potranno eventualmente essere raccomandate o prescritte ulteriori misure di sostegno.
Fondamentale, sia per il paziente che per la famiglia del paziente il sostegno psicologico.